La Quotazione dei Diamanti

Il commercio e la quotazione dei diamanti

Nessuna pietra preziosa, nella storia umana, ha rappresentato al meglio il desiderio di possedere una gemma prestigiosa, esclusiva, rara ed invidiabile quanto il diamante, dal greco adamas, che nel corso dei secoli ha occupato un posto d'eccezione, non da ultimo all'interno della sfera dei desideri femminili.

Questa ricercatezza, ha quindi imposto il diamante all'attenzione delle grandi potenze economiche del mondo, le quali, nel contendersi questa pietra preziosa – a fortune alterne all'interno della storia – hanno cercato di imporre un loro modello di commercializzazione e quotazione, in una costante ricerca di valorizzazione del diamante.

Tra le rotte commerciali storiche del diamante, una era quella che passava per città di Venezia, che in concomitanza con l'avvento di quest'attività di primo piano, ha assunto viepiù il ruolo di porto strategico per tutte le attività mercantili che transitassero per i paesi occidentali che, in loco, trovavano un punto di riferimento per i loro commerci.

Così, inizialmente, il commercio e la quotazione dei diamanti passava per Venezia e diverse città collocate nel sud della Germania, con la destinazione finale situata a Bruges, centro nevralgico della lavorazione di questa gemma che per tutto il Trecento mantenne il predominio in Europa, salvo poi cederlo ad Anversa, a causa delle difficoltà geologiche causate dallo sprofondamento della baia di Zwin.

Anversa divenne quindi la capitale della compravendita dei diamanti e, in particolare nel corso del Cinquecento, questa città conobbe un importante e rapido sviluppo, grazie ad una costante crescita del know-how nella lavorazione del diamante, e al suo porto che catalizzava circa la metà del volume mondiale di movimentazione di ogni merce.

Il dominio di Anversa non era comunque destinato a durare in eterno e, nonostante la città abbia mantenuto una posizione privilegiata nel commercio dei diamanti fino a circa metà Seicento (ci furono pure dispute tra gli attori economici locali, come ad esempio quella tra la Nuova Gilda dei mastri lavoratori dei diamanti e i commercianti), quest'ultima ha dovuto poi cedere il passo alla crescente rilevanza di Amsterdam.

Nei primi anni del Settecento, la città olandese divenne il nuovo fulcro per tutti gli operatori attivi nella compravendita dei diamanti: grazie ad un contesto economico e sociale favorevole al commercio, infatti, Amsterdam assunse un vero e proprio monopolio che la spinse ad avere un controllo sull'esportazione delle pietre.

A tale proposito, è interessante ricordare come la città di Anversa – in precedenza una roccaforte per il commercio dei diamanti – in seguito a questa situazione, si ritrovò a ricevere unicamente le pietre selezionate e spedite da Amsterdam che erano contraddistinte ovviamente da un livello qualitativo inferiore.

Ma anche in questo caso, il mutato assetto all'interno del settore non era destinato a durare per sempre e, infatti, grazie alla scoperta di diamanti in Sudafrica, attorno alla metà dell'Ottocento, si fece avanti un big player destinato, in questo caso, a dettare legge per lungo tempo: iniziò in quel periodo il dominio della De Beers, che permise all'Europa di rifornirsi di diamanti in quantità, con il ritorno di Anversa a principale centro di commercio delle pietre preziose.

De Beers riesce a controllare circa l'ottanta percento del commercio dei diamanti, nonostante in realtà le varie consociate operanti al suo interno arrivassero in passato soltanto a garantire circa il quaranta percento della produzione: ciò è stato tuttavia sufficiente a gestire in modo disinvolto il prezzo della pietra preziosa, regolando de facto il mercato contro eventuali oscillazioni.

Grazie alla sua struttura C.S.O., De Beers ha sempre potuto acquistare diamanti provenienti da ogni dove, rivendendoli a circa duecento partner di fiducia, con un numero di transazioni annue che si aggira intorno alla decina: queste pratiche sono valse alla società l'apertura di alcune procedure da parte delle autorità antitrust statunitensi, senza che De Beers abbia mai preso parte a questi processi.

Nel corso degli ultimi anni, tuttavia, anche a causa del costo sempre più elevato per la stipulazione di contratti a lungo termine con le società estrattive, questo monopolio de facto ha smesso di esistere, e in sostituzione si è creata una struttura a più livelli, che fa sempre capo al Central Selling Organisation (C.S.O), presso il quale si rivolgono circa 300 grossisti per i propri acquisti.

Il secondo livello dell'organizzazione comprende quindi le circa 1000 tagliere, cui si aggiungono anche le varie borse diamanti e i grossisti che si preoccupano di commercializzare i diamanti già tagliati. A questo punto subentrano poi i compratori che si rivolgono alle borse diamanti, con una struttura commerciale riconducibile ad un supermarket piuttosto che a una borsa valori comune.

Le principali borse sono quelle di Anversa – dove ne sono presenti quattro – Amsterdam, Ramat Gam, Londra (ove ce ne sono due), New York (anche in questo caso se ne contano due), Bombay, Giacarta, Johannesburg, Parigi, Milano, Vienna, Tokio e Idar-Oberstein.

All'interno di queste strutture avviene una sorta di vigilanza sul punto di incontro tra domanda ed offerta, considerando che fungono da ritrovo per venditori ed acquirenti, dove ad essere determinante è l'influenza del Sindacato dei Diamanti, che si oppone in questo senso a fluttuazioni (soprattutto negative) del prezzo della pietra preziosa.

La struttura è poi completata da coloro i quali si occupano di fabbricare gioielli, dai dettaglianti e da banche ed altre istituzioni finanziarie che intervengono sul mercato per offrire alla propria clientela un canale di acquisto privilegiato per ottenere dei diamanti da investimento, che sono molto apprezzati per la loro capacità di mantenere inalterato il valore nel tempo, al riparo da tutti quei rischi che affliggono invece altre forme comuni di investimento in capitale.

A tutela di una maggior stabilità, sostenibilità e trasparenza nell'attività dell'estrazione e commercializzazione dei diamanti grezzi, è stato poi fondato il World Diamond Council, atto a combattere tutte quelle forme di criminalità che hanno interessato soprattutto nel passato il commercio dei diamanti, per quanto riguarda il riciclaggio di denaro e quei reati contro l'umanità perpetrati nel tentativo di imporre il proprio dominio su questo mercato.

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